Imperatore romano (270-275). Intrapresa la carriera militare, ne percorse tutti i gradi, conquistandosi fama di abilità e di severità. Comandante supremo della cavalleria, partecipò nel 269 alla campagna nei Balcani contro i Goti, che vinse a Naisso, alla morte di Claudio II fu proclamato imperatore dalle lezioni di Sirmio (270).
Uomo di scarsa cultura, ma di grande fermezza e intelligenza, si propose tre scopi: ricostituire l'unità dell'lmpero, spezzata dal formarsi di due Stati indipendenti, l'impero della Gallia, tenuto allora da Tetrico, e il regno di Palmira, tenuto da Zenobia, riordinare l'amministrazione e sanare le finanze dello Stato, cacciare i Barbari e assicurare le frontiere. Nel 271 e nel 272 Aureliano vinse, in Italia e sul Danubio, la popolazione germanica degli Iutungi, nello stesso tempo, voltosi contro Palmira, detronizzò Zenobia e suo figlio e, nel 273, annientò definitivamente la potenza della città che si era nbellata; in questo stesso anno sottomise Tetrico. Nel 274 respinse nuovamente i Germani sul Danubio, ma nel 275 dovette rinunciare alla Dacia, del tutto circondata dai Barbari.
Aureliano fu anche un ardito riformatore, volto soprattutto ad accentrare il potere nelle sue mani. Represse gli intrighi del senato, che tentava di riacquistare l'antico prestígio nella vita dello Stato; vegliò personalmente sull'esercizio della giustizia; cure particolari dedicò a Roma provvedendo a tre distribuzioni alimentari e munendola della grande cinta fortificata di mura che porta il suo nome.
Con l'istituzione dei correctores (governatori) regionali e permanenti assimilò definitivamente l'Italia alle province, in cui ai legati senatoriali sostituì governatori (praesides) di rango equestre. Le province riconquistate e numerose confische consentirono il miglioramento della situazione finanziaria, cui contribuì anche il controllo esercitato dall'imperatore sulla lega e sul peso delle monete. Restauratore dell'unità romana e assertore dell'assolutismo del potere imperiale, Aureliano si pose sotto la protezione del Sole, Sol invictus, divinità che avrebbe dovuto dominare e conciliare tutti i culti pagani. Nel suo pensiero, I'imperatore occupava sulla Terra lo stesso posto che il Sole nei cieli e partecipava della natura di questo; perciò pretese di essere chiamato deus et dominus, e, primo fra gli imperatori, apparve nelle cerimonie con un diadema e un abito ornato d'oro e di pietre preziose.
Alla fine dell'estate del 275, mentre si apprestava a partire per una spedizione contro i Parti, fu assassinato, tra Perinto e Bisanzio, da uno dei suoi segretari, per vendetta privata. In soli cinque anni aveva ricostituito I'Impero e aperto la via a quella serie di riforme che, attuate da Diocleziano, ne assicurarono la sopravvivenza per altri due secoli.